giovedì 4 gennaio 2018

Sii gentile.

Un buon proposito per il nuovo anno in una parola.
Anton Black
Un buon proposito per il nuovo anno in una parola. Ok, due parole.
Sii gentile.

La gentilezza è tutto. L'amore, senza dubbio, è anche tutto. Tuttavia, a differenza dell'amore, che colpisce o che sviluppiamo o ci cadiamo dentro, la "gentilezza" e’ una scelta che facciamo. A differenza dell'amore, la gentilezza può essere praticata anche quando ci sentiamo senza dubbio indifferenti.
Gli atti di gentilezza non sono cosi facili con quelle persone difficili che provocano tutta la nostra rabbia, frustrazione, delusione e tutti quei sentimenti che ci rendono umani. Badate bene che la "gentilezza" è cruciale qui, perché questi probabilmente sono i nostri genitori, suoceri, parenti, partner, bambini e amici.
Nelle nostre relazioni più importanti è quando abbiamo meno probabilità di dare il meglio di noi stessi. Trattiamo la signora della lavanderia con più gentilezza di quanto trattiamo un partner o un familiare. Ovviamente, questo non significa neanche fare a cambio.
"Sii gentile" è il proposito più importante dell'anno che possiamo mai fatto. Ogni qualvolta interagiamo con altra persona abbiamo il potere di Incoraggiare o buttare a terra l’altro. Essere gentile include anche essere premuroso e compassionevole verso se stessi.
La gentilezza non è uno sdolcinato che ci obbliga a compiacere e placare gli altri, a mantenere le relazioni come se la nostra vita dipendesse da loro o subire situazioni ingiuste. La vita ci impone di compiere azioni difficili, di dire cose non facili e di sfidare l'ingiustizia quando la percepiamo.
Ma questo è quello che vi posso assicurare. Tutto può essere detto con "gentilezza". Ogni posizione forte che dobbiamo prendere può essere accompagnata dalla "gentilezza". Nessuna eccezione.
Buon anno 2018 a tutti!

lunedì 12 giugno 2017

IERI SERA

IERI SERA

ieri, serata molto bella in compagnia di Simone, Filippo, miei nuovi amici.
Conosciuti da Poco tempo, uno, Simone, è napoletano mentre Filippo è milanese, hanno due cagnolini.

Abbiamo mangiato fuori, insieme a tutta la mia famiglia.
Siamo stati molto bene e mi sono goduta la loro compagnia; spero di passare altre serata come questa. Abbiamo riso e ci siamo raccontati. Abbiamo scherzato molto ed il tempo è volato via, come succede solo nelle belle occasioni.

a presto amici miei.

laura

lunedì 29 maggio 2017

Sabina Santilli : la chiamavano «montone»

Sabina Santilli la chiamavano «montone»


copio e incollo da VITA

Accade spesso. Il nomignolo appioppato da un bambino coglie l’essenza delle persone più di un trattato di ontologia. Anche con quella ruvidezza che spesso appartiene ai bambini nel dare nome alle cose. Le sue amiche d’infanzia, a San Benedetto dei Marsi, Sabina Santilli la chiamavano «montone». Perché era ostinatamente silenziosa, ma anche incredibilmente testarda, intraprendente, coraggiosa, volitiva. Sabina era sorda e cieca. Da un giorno all’altro, per via di una meningite, perse in un colpo vista e udito: era il venerdì santo del 1924 e Sabina aveva appena sette anni.
Quando a fine estate Rossano Bartoli, segretario generale della Lega del Filo d’Oro, mi propose di scriverne la biografia, non sapevo nulla di Sabina Santilli, non avevo mai incontrato un sordocieco e persino il presentarmela come la «Helen Keller italiana» mi diceva poco, se non la sensazione claustrofobica con cui avevo visto il film Anna dei miracoli. Oggi che quel libro, che abbiamo intitolato "Le mie dita ti hanno detto", esce insieme a VITA, devo dire che Bartoli e la Lega del Filo d’Oro mi hanno fatto un regalo, perché mi hanno permesso di “vedere” un altro pezzetto di mondo.
Ho incontrato Sabina, che è morta nel 1999, attraverso il suo sterminato archivio privato, il ricordo affettuoso della sorella Loda e lo sguardo gemello di altri sordociechi che le sono stati amici e che in lei hanno soprattutto trovato l’esempio e il coraggio per uscire dall’isolamento (e non è una metafora) e diventare protagonisti della propria vita. Non aveva strumenti Sabina: donna, sordocieca, in un piccolo paese contadino dell’Abruzzo negli anni Venti. La cosa più naturale sarebbe stata rassegnarsi alla disgrazia, con una rassegnazione impotente o magari riconsegnata alla volontà divina. Invece Sabina riuscì a mettere in rete i sordociechi italiani, a dare visibilità all’esistenza dei «grandi sconosciuti», dei loro problemi e dei loro diritti, fino a creare nel 1964 la Lega del Filo d’Oro, la prima e unica associazione che si occupi di sordocecità come disabilità specifica.
Non aveva mezzi, agganci, conoscenze specifiche, ma non si fece spaventare. Sabina cominciò da sola, da quello che lei poteva fare, che era scrivere e scrivere e ancora scrivere in Braille, migliaia di puntini, lettere su lettere agli altri sordociechi per spronarli, rassicurarli, consigliarli. E portarli «su un piano di parità con gli altri», in un ideale di vita indipendente che lei, con una stupefacente modrena dialettica definiva come «essere capaci di stare con tutti». È questo l’eredità di Sabina, che travalica la storia sua personale e della Lega del Filo d’Oro e che ci mette, oggi, al riparo dalla rassegnazione.

sabato 20 maggio 2017

lunedì 21 novembre 2016

LA STORIA DI WINGUIDO

Guido Ruggeri, per i sui 50 anni, ci regala il riassunto della sua creatura:

WINGUIDO.

Eccolo.

1990: conseguo la laurea in Ingegneria Civile Trasporti, ed inizia la mia carriera lavorativa. Sebbene non avessi competenze specifiche nel campo della programmazione, che non erano previste dal mio corso di studi, le mie prime esperienze di lavoro riguardano lo sviluppo di software specialistici nel campo dell’ ingegneria.

1992: una mia cara amica perde totalmente la vista, e viene a trovarsi nella necessità di usare il computer per completare i suoi studi. Così, avvalendomi delle esperienze maturate in ambito lavorativo, comincio a scrivere per lei un programma funzionante, con la sintesi vocale, nel sistema operativo allora in uso, MS-DOS, facendo uso di informazioni ricevute principalmente dal Dr. Paolo Graziani e dalla Audiologic, con cui mi ero messo in contatto.
Il programma prende il mio nome, “ Guido “.

1993: inizio una frequentazione della sezione provinciale di Roma dell’ Unione Italiana Ciechi, come volontario. In quella e in altre circostanze vengo in contatto con altre persone non vedenti, che mi chiedono di poter usare anche loro il programma che sto realizzando.

1996: inizio a lavorare per la Italferr S.p.A, società di ingegneria del gruppo delle Ferrovie dello Stato, dove lavoro tuttora. Le mie mansioni, fino alla fine del 1999, riguardano lo sviluppo di software ad uso interno all’ azienda. Così ho l’ occasione per apprendere alcune nozioni di programmazione nel sistema operativo Microsoft Windows, che in quell’epoca era di recente introduzione.

1997: il sistema operativo Microsoft Windows ha ormai rimpiazzato il precedente sistema MS-DOS. Si pone quindi il problema di scrivere un nuovo programma per non vedenti funzionante nel nuovo sistema, che sostituisca il programma “Guido” già realizzato. Inizio a farlo, avvalendomi delle competenze maturate in ambito lavorativo, e così nasce il programma “WinGuido”.

1998: pongo termine alla mia frequentazione dell’ Unione Ciechi di Roma, ritenendomi non soddisfatto dell’ esito di tale esperienza, e non avendo riscontrato da parte dell’ Unione un adeguato interesse e supporto verso l’ attività di sviluppo software per non vedenti che mi accingevo ad intraprendere.

1999: a seguito di varie richieste ricevute, rendo di pubblico dominio il programma WinGuido mettendolo liberamente a disposizione in un sito Internet appositamente realizzato.

2000: terminano, in Italferr, i miei incarichi riguardanti lo sviluppo software, e vengo destinato ad altre mansioni inerenti alla mia qualifica di ingegnere civile. Mansioni che ricopro tuttora.
Tuttavia si verificano due episodi che, ancora per alcuni anni, inducono lâ?Tazienda a supportare di fatto, sebbene non formalmente, la mia attività di sviluppo software di per non vedenti: la perdita della vista di un collega, con conseguente necessità di attrezzare adeguatamente il suo computer aziendale, e la necessità di fornire assistenza ad una centralinista ipovedente.

2001 - 2005: il programma WinGuido, essendo stato reso disponibile su Internet, raggiunge una certa diffusione. Nascono quindi, più o meno spontaneamente, varie iniziative per supportarlo. Alcune persone si fanno promotori della nascita di liste di discussione dedicate, altri si propongono per gestire servizi utili ai non vedenti attraverso il programma.
Particolare importanza riveste il rapporto di mutua collaborazione che viene allacciato con la Fondazione Ezio Galiano, che permette di dotare il programma di un servizio di lettura dei principali giornali quotidiani e periodici italiani.
Inoltre si distingue il rapporto di collaborazione che viene a stabilirsi con il Centro Intermedia di Cava de Tirreni.
Non si riscontra invece nessuna iniziativa da parte dell’ Unione Italiana Ciechi.

2006: WinGuido, arricchitosi con varie funzionalità accessorie, raggiunge una notevole diffusione, anche all’estero.
Si comincia quindi a lavorare ad una sua traduzione in altre lingue, cominciando con lo spagnolo, avvalendomi di persone che si propongono per tale attività .

2006: rendo pubblicamente nota l’ esigenza di scrivere un nuovo programma che prendesse il posto di quello esistente, in quanto le tecniche di programmazione con cui era stato scritto, risalenti a dieci anni prima, erano da considerate superate e non più supportate dalla Microsoft.
In particolare, temevo per l’ imminente uscita del sistema operativo Windows Vista, su cui mi era stato riferito che i programmi realizzati con quelle tecniche non avrebbero più funzionato.
In realtà non andrà così e, quando uscì Windows Vista, riscontrai che il programma poteva ancora funzionarci, sia pure con varie difficoltà che perà riuscii a superare.
Tuttavia rimase l’esigenza di organizzare la scrittura di un nuovo programma, usando nuove tecniche adeguate alle ormai mutate necessità dell’ informatica.
A tale scopo furono organizzati, negli anni successivi, dal 2007 al 2010, 4 incontri aperti agli utilizzatori di WinGuido, ai loro familiari e a qualsiasi persona interessata.
Nel corso di quegli incontri spiegai la problematica: il programma doveva essere riscritto da capo con nuove tecniche, non essendo più possibile adeguare il programma esistente.
Ma non sussistevano più le stesse circostanze che, circa dieci anni prima, mi avevano consentito di scriverlo in totale autonomia, senza costi, e di metterlo a disposizione gratuitamente.
Infatti in ambito lavorativo non mi occupavo più di sviluppo software, e pertanto le mie competenze al riguardo erano rimaste ferme, senza più aver ricevuto alcun aggiornamento.
Occorreva quindi, con il coinvolgimento di tutte le persone interessate, l’ organizzazione di un adeguato supporto che mi mettesse in condizioni di svolgere il lavoro necessario alla scrittura di un nuovo programma, di acquisire le competenze necessarie, di avere tempo a disposizione per dedicarmici, di avvalermi della collaborazione di consulenti e programmatori professionisti, non essendo più possibile poter andare avanti con le mie sole conoscenze e con i soli ritagli del mio tempo libero che avrei potuto occasionalmente dedicarvi. Necessitava un impegno più regolare e sistematico.
Tra le persone che recepirono le esigenze prospettate, si distinse il Cav. Renato Festival, uno dei fondatori dell’ Associazione Italiana Ciechi di Guerra, che si adopera per fornirmi nuove attrezzature e per allacciare contatti con un programmatore professionista.
Anche il Prof. Ezio Galiano continua nella sua azione di sostegno.
Purtroppo, Renato Festival morì prematuramente alla fine del 2007, mentre Ezio Galiano morì nel 2010.
Il ruolo svolto da queste due persone non è stato rimpiazzato.
2006 â?" 2007: da parte di alcune persone di Cava dè Tirreni, collegate al Centro Intermedia, mi viene proposta, come possibile soluzione alla esigenza di scrivere il nuovo programma, la fondazione di una nuova associazione, con la mia partecipazione.
Inizialmente accolgo con riluttanza quella proposta, ritenendo che di associazioni ne esistessero già fin troppe e che non fosse quella la soluzione migliore. Decido tuttavia di accettarla, anche perchè spinto dal parere favorevole espresso da Renato Festival, così l’associazione viene costituita e prende il nome di Associazione Guidiamoci.
L’ associazione inizia una attività di assistenza a distanza, attraverso Internet, agli utilizzatori di WinGuido. L’attività viene svolta prevalentemente da Andrea Santoro, nominato segretario dell’ associazione.
La prematura scomparsa di Renato Festival viene tuttavia a rappresentare una grave perdita nell’ associazione appena costituita.

2010: come stabilito nell’ incontro con gli utenti di WinGuido tenutosi in quell’anno, provo a scrivere la bozza di un nuovo programma utilizzando Microsoft .NET Framework, ambiente di sviluppo a me sconosciuto. Con le mie scarse conoscente, arrivo comunque a realizzare un piccolo prototipo funzionante, che chiamo WinGuido.NET, e lo fornisco in prova agli utenti di WinGuido.
In questo modo ritengo di aver dimostrato di avere la capacità e le possibilità di scrivere un nuovo programma.
Rimango così in attesa dei passi successivi che avrebbero svolto per organizzare quanto necessario, per mettermi in grado di farlo, le persone interessate: i non vedenti, i loro parenti e amici, le loro associazioni, compresa l’ Associazione Guidiamoci che nel frattempo aveva raggiunto un considerevole numero di soci.
Non riscontro però alcun movimento, i pochi episodi che succedono, ad opera di alcune associazioni e società che operano nel settore, mi appaiono più finalizzati al tentativo di appropriarsi del programma e del bacino di utenza che gli si era creato intorno, piuttosto che a supportarlo nel rispetto dello spirito di gratuità e di autonomia con cui era nato. Perciò mi adopero per respingerli.

2011: il tempo passa, e mi rendo conto che non sta succedendo nulla e che nessuno si sta muovendo. Sospendo quindi lo sviluppo di WinGuido.NET, che rimane fermo a livello di bozza, e continuo a rimanere in attesa degli eventi.
2012 - 2013: prendo atto che su quanto era stato discusso negli incontri con gli utenti non câ?Tè stato nessun riscontro. Pertanto non sussistono le condizioni perchè io possa dedicarmi alla scrittura di un nuovo programma, mentre l’evolversi dei sistemi operativi rende sempre più difficile il funzionamento del programma già esistente.
Si tenta quindi la soluzione di affidare la scrittura del nuovo programma a programmatori professionisti retribuiti, facendo riferimento alla sede di Cava dè Tirreni dell’ Associazione Guidiamoci, non avendo la possibilità di seguire io stesso una tale attività.
A tale scopo, si fa presente agli utilizzatori di WinGuido e ai soci di Guidiamoci che una tale soluzione avrebbe richiesto di poter contare sulla disponibilità di almeno 80000 euro all’anno, e che pertanto occorre intraprendere iniziative finalizzate alla raccolta di fondi.
2012: Andrea Santoro si fa promotore della realizzazione di un componente aggiuntivo per rendere WinGuido in grado di funzionare anche a comandi vocali, per renderlo utilizzabile anche da persone con difficoltà nell’uso della tastiera.
Tale componente viene appositamente realizzato da una società di sviluppo software, pertanto non si rende possibile distribuirlo gratuitamente, al pari di WinGuido.
Allo scopo di gestire la commercializzazione del componente per i comandi vocali, non affidabile all’ Associazione Guidiamoci in quanto associazione senza fini di lucro, Santoro mi propone la fondazione di una società S.r.l.
La società prende il nome di “GuidoAusili”, e ne entro a far parte come socio.
2014 - 2015: constatato che nessuno prende iniziativa e che la cifra necessaria non viene raggiunta, si rinuncia all’ idea di far sviluppare il nuovo programma a Cava dè Tirreni.
Anche le spese per mantenere il servizio di assistenza fornito dalla sede di Cava de Tirreni diventano insostenibili, mentre si riscontra la totale mancanza di collaborazione da parte dei vari soggetti interessati nella conduzione di quel servizio.
Si decide così di chiudere il servizio e la sede.
Nel frattempo, insieme ad Andrea Santoro comincia a maturare l’ idea di sviluppare un nuovo programma nella veste di società GuidoAusili.
Tale programma, in quanto prodotto da una società S.r.l., non sarebbe gratuito, e quindi non potrebbe porsi come la prosecuzione del programma WinGuido.
WinGuido avrebbe così continuato ad esistere, pur senza essere più riscritto ma rimanendo così come è, mentre parallelamente sarebbe nato il nuovo programma di GuidoAusili.

2016: diventa operativa la chiusura, già decisa, della sede di Cava dè Tirreni, e termina il servizio di assistenza fornito dall’ Associazione Guidiamoci.
Andrea Santoro lascia il ruolo di segretario dell’ Associazione Guidiamoci, per dedicarsi esclusivamente alla Società GuidoAusili.
E così arriviamo alla situazione attuale, dove abbiamo da una parte WinGuido, programma ormai vecchio ma che continua ad esistere e ad essere usato gratuitamente da numerose persone, e dall’ altra parte il futuro programma di GuidoAusili che sta nascendo e a cui sto lavorando io stesso, non ancora operativo, che sarà a pagamento.
In tutta questa vicenda, il ruolo dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti è stato, sia pure con l’eccezione di alcuni episodi, prevalentamente quello dell’ assenza.
Su iniziativa di Andrea Santoro, e nonostante il mio parere non totalmente favorevole, tra il 2013 e il 2014 WinGuido è stato dotato di servizi per facilitare la consultazione dei notiziari di alcune sezioni dell’Unione Ciechi, compreso quello della sede nazionale.
Ma anche in questa occasione ho dovuto riscontrare la trascuratezza da parte dei dirigenti dell’Unione nel cogliere e valorizzare l’ opportunità che gli veniva messa a disposizione. Alcuni di quei servizi, per la precisione quelli relativi alle sezioni di Roma e di Salerno, hanno presto cessato di funzionare, non essendoci stata la necessaria attenzione nel mantenerli in esercizio.
Nemmeno nella circostanza della chiusura del servizio di assistenza di Cava dè Tirreni, servizio che aveva raggiunto una notevole importanza ma che non era più gestibile da unâ?Tunica sede, câ?Tè stato alcun interessamento da parte dell’ Unione volto o a scongiurare la chiusura del servizio oppure a proporre alternative per mandarlo avanti. Alternative che pure io stesso avevo suggerito, dal momento che lâ?TUnione è tuttora dotata di sedi diffuse in tutto il territorio nazionale ed è quindi lâ?Tassociazione più indicata a fornire servizi di quel tipo, mentre le tecniche per fornirlo sono ormai ampiamente disponibili a costi minimi.
Essendosi quindi persa ogni occasione di procedere alla riscrittura di WinGuido, adesso non è rimasto che attendere l’uscita del nuovo programma che sarà realizzato da GuidoAusili, e a cui sto lavorando io stesso.

Dal momento che WinGuido rimane e rimarrà in funzione, sia pure con tutte le limitazioni imposte dalla sua obsolescenza, rimane comunque aperta l’ esigenza di fornire assistenza ai non vedenti che ne fanno uso.


Ing. Guido Ruggeri



sabato 19 marzo 2016

Le mie emozioni



E' sempre emozionante ricevere la visita del Parroco per benedire la CASA. 

Per chi crede, queste sono usanze che non dovrebbero mai essere perdute.

Grazie a Don Amedeo Nannini

lunedì 4 gennaio 2016

In ricordo di PAOLO GRAZIANI

Com' è cambiata la tecnologia per aiutare i non vedenti.
Un ricordo di Paolo Graziani tramite il nostro amico Guido Ruggeri


Paolo Graziani è morto all’età di 77 anni.
Il funerale si terrà domani, lunedì  21 dicembre, ore 10, presso la chiesa di S. Stefano in Pane, via delle Panche 32, Firenze.
Paolo Graziani, ricercatore presso il CNR di Firenze, istituto per la ricerca delle onde elettromagnetiche (IROE), era l’autore del programma Parla, che ha rappresentato una pietra miliare nella storia dell’ informatica per non vedenti italiana.
Il programma Parla, risalente a circa 30 anni fa, funzionava nel sistema operativo MS-DOS, adesso in disuso, ma che allora era il più diffuso. Ed è servito ad aprire a molte persone non vedenti tante possibilità che in precedenza erano a loro precluse.
Il programma Parla fu la mia fonte di ispirazione quando, nel 1992, cominciai anche io a scrivere dei programmi per non vedenti.
Ricordo ancora che qualcuno mi consigliò di telefonare a Graziani. Lo feci, mi presentai, e pochi giorni dopo andai a conoscerlo a Firenze, alla sede dell’ IROE dove lavorava.
Ricordo bene quell’ incontro. Mi spiegò alcune tecniche di funzionamento del suo programma, e le sue dritte furono fondamentali per la nascita del mio primo programma per non vedenti,  Guido per MS-DOS.

C’ era una domanda che volevo fargli. Dapprima ho esitato, me la sono tenuta dentro, ma alla fine ho preso coraggio e l’ho tirata fuori: Dottor Graziani, ma lei, essendo non vedente, come ha fatto a scrivere un programma per non vedenti? Come ha potuto cominciare, quando non c’era niente?

E lui mi raccontò tutta la sua storia, di quando iniziò con un sintetizzatore di voce rudimentale, da cui poi derivò il Difon , grande come una scatola da scarpe, che si applicava ai computer di allora, che non erano dotati di scheda sonora.

Pochi anni dopo, il sistema MS-DOS fu soppiantato dall’ uscita di Windows 95, che segnò la definitiva affermazione di Microsoft Windows come sistema operativo più diffuso.
Tornai ancora a Firenze a trovare Graziani, e lui mi fece vedere il nuovo programma a cui stava lavorando, WinParla, cioè la versione per Windows del programma Parla. Un programma che avrebbe consentito ai non vedenti di usare il sistema operativo Microsoft Windows.
Per vari motivi che non sto qui a spiegare, WinParla non fu mai portato a termine e rimase allo stato di bozza.
Però vederlo in funzione fu sufficiente a farmi pensare: Se Graziani, dopo aver fatto Parla, sta facendo WinParla, allora anche io, dopo avere fatto Guido, potrei fare WinGuido.
E così fu che naque WinGuido.
Insomma, il ruolo di Paolo Graziani fu fondamentale: senza Graziani, il suo lavoro, il suo esempio, Guido oWinGuido? Sarebbero mai esistiti.
Ho menzionato il programma Parla, ma l’ opera di Paolo Graziani non si è limitata a quello.
Di sua realizzazione è anche il programma ITALBRA, che consente di produrre testi in Braille.
E’ stato inventore anche dei primi rivelatori di ostacoli per non vedenti, e probabilmente di tante altre cose che non ricordo.

Guido Ruggeri

http://www.winguido.it/




lunedì 2 novembre 2015

POESIA :: NOTTE STELLATA

PASTINA 2-11-2015
POESIA :: NOTTE STELLATA

Ciao ciao FIORE
Sei tu,
si, sei veramente tu,
la mia notte stellata
si, sei il mio cielo
sereno, sei il mio arcobaleno
pieno di colori
tu se lo vuoi
sei la luce che piano
piano
scende su di me.

Laura Tempesti


lunedì 16 febbraio 2015

mercoledì 11 febbraio 2015

(RECENSIONE) Stoner – John WILLIAMS

RECENSIONE

Stoner – John WILLIAMS 


E’ un libro autobiografico. Dove lo scrittore, scrive, parlando di lui, di come si svolge la sua vita, dalla giovinezza alla vecchiaia.
Il libro, inizia con la sua famiglia, i suoi lo invogliano a lavorare nei campi ma lui oltre ad intraprendere il lavoro agricolo, si mette a studiare all’università.
È separato a sua volta, si innamora e ha una figlia e si risposa.
Questo genere di libri a me affascinano molto, piacciono tantissimo.
Il libro termina purtroppo in modo drammatico.
Finisce che lui muore di cancro.
È un libro dei nostri giorni che fa emozionare ed allo stesso tempo lascia anche dentro di noi amarezze e segni indelebili, fino alle lacrime.
Questo tipo di libri insegnano a vivere e fanno crescere.
È del 65.



lunedì 26 gennaio 2015

PICCOLO



Io sono come un piccolo Gabbiano, mi sento libera e volo in cerca del mio nido.

lunedì 19 gennaio 2015

Buona biglia



"Piccolo mio. Non è vero che da vecchi si diventa saggi. Io non mi sento saggio. Ho fatto tanti sbagli e mi sa che ne farò ancora. Però in tutto questo tempo una cosa l’ho imparata: il segreto di un buon flipper non è nelle luci, nei suoni, nella scenografia. Quelli sono richiami per allodole. Il segreto è progettare le sponde, le leve e i respingenti in modo che la biglia rimbalzi sempre con un angolo diverso. O almeno con un certo numero di angoli diversi, perché un flipper prevedibile non è un buon flipper. E c’è un’altra cosa che ho imparato: puoi giocare bene o male, essere il campione del bar o il bambino con un solo gettone, ma prima o poi la tua biglia finisce in buca. Perciò mi piacerebbe darti il benvenuto in questo mondo strano con l’augurio che noi ci scambiavamo da giovani: buona biglia. Ci ho messo un po’ a capire cosa vuol dire. Perché una volta per me significava: che la tua biglia rimbalzi per sempre e non finisca mai in buca, ma adesso so che questa non è una benedizione. Adesso preferisco augurarti che, lunga o corta, la tua sia una bella partita."
Buona biglia
Nonno


— Paolo Cognetti, Una cosa piccola che sta per esplodere

(LIBRO) STONER


STONER - JOHN WILLIAMS

(LIBRO) mi dispiace renderlo in biblioteca, mi è piaciuto tantissimo, vorrei rileggerlo SUBITO.
alcune parti mi hanno molto emozionato. un piccolo libro ma che rimane dentro per tanto tempo.
Lo consiglio a tutti.




mercoledì 14 gennaio 2015

WISH LIST LIBRI


WISH LIST LIBRI

POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

IL CONTE DI MONTECRISTO - DUMAS
IL SIGNORE DEGLI ANELLI - TOLKIEN
GRANDI SPERANZE - DICKENS
PER UN PUGNO DI CENERE - ELISABETH GEORGE
PANE QUOTIDIANO - CATENA FIORELLO
NOI NON CI LASCEREMO MAI - FEDERICA LISI
IO NASCERO' - LORETTA GOGGI
IL PONTE DELLE SIRENETTE - GIUSEPPE PEDERIALI
MAMMA TI RICORDI - GIULIO SCARPATI
IO SONO MALALA 
IL MIO REGALO SEI TU - SARA
L'INFANZIA DI GESU' - 
RAGGI DI LUCE - PAOLO BROSIO
LA RAGAZZA DI BUBE